Tre suite e prime collaborazioni
Diario di produzione del nuovo album – Capitolo 2

Dopo aver raccontato l’inizio di questo viaggio nel primo capitolo del diario, il nuovo album inizia lentamente a prendere una forma più definita.
Una delle cose che posso finalmente anticipare riguarda la struttura del disco. Il progetto sarà costruito attorno a tre lunghe suite, alle quali si affiancheranno probabilmente uno o due brani più brevi.
È una scelta che nasce dal modo in cui sto vivendo questo lavoro: non come una semplice raccolta di canzoni, ma come un percorso musicale più ampio. Le suite permettono alla musica di respirare, cambiare direzione, costruire tensione e lasciare spazio anche alla narrazione strumentale, che nel progressive rock spesso riesce a raccontare emozioni profonde quanto – e a volte più – delle parole.
Se dovessi descrivere oggi questo album con un’immagine nuova, direi che è un viaggio dentro stati di coscienza instabili, dove la logica si incrina, la memoria riaffiora, la paura prende forma e l’emotività diventa materia sonora.
Svelato il primo titolo: “Rocce di Fango”
Febbraio è stato un mese importante per la produzione dell’album: ho infatti chiuso la pre-produzione del primo brano, intitolato “Rocce di Fango“. Per questo pezzo ho registrato anche una voce guida che mi ha permesso di definire meglio la struttura narrativa del brano. Le voci definitive verranno registrate successivamente in studio presso LaplaceRecording.
Rocce di Fango nasce dal tentativo di tradurre in musica una sensazione molto precisa: quella di un attacco di ansia o di panico. Quando compongo musica cerco sempre di lasciare spazio anche alla dimensione strumentale del racconto. Ci sono emozioni che non possono essere spiegate con le parole e che trovano nella musica il loro linguaggio più diretto.
Il brano alterna sezioni di forte tensione e instabilità a momenti più rarefatti e introspettivi, seguendo l’andamento emotivo di chi vive questa condizione dall’interno. Il titolo nasce proprio da questo contrasto: le rocce, simbolo di stabilità e solidità, e il fango, la sensazione improvvisa di perdere il controllo. Musicalmente questo dualismo attraversa tutta la composizione.
Un elemento centrale della suite sarà anche la presenza di due voci. Oltre alla mia, immagino una voce femminile che rappresenti la coscienza: una presenza lucida, quasi esterna, che dialoga con la mente in stato di instabilità. La ricerca della cantante è ancora aperta. Sto cercando una voce che sappia entrare davvero nella parte, non solo dal punto di vista tecnico ma anche interpretativo. È un ruolo importante all’interno del brano e richiede una forte sensibilità emotiva.
Nell’album anche le suite “Train” e “Sulle Stesse Macerie”
Oltre a Rocce di Fango, il disco conterrà altre due lunghe suite.
La prima si intitola Train, è una composizione a cui sono molto legato: l’ho scritta nel 2013 e nel 2025 ho sentito il bisogno di rimetterci mano, rivedendola completamente e adattandola alle sonorità e alla sensibilità musicale che ho oggi. Il brano è un viaggio nostalgico tra ricordi d’infanzia ed è dedicato a mia nonna. Come suggerisce il titolo, è una sorta di percorso tra immagini e frammenti di memoria che scorrono come paesaggi osservati dal finestrino di un treno.
L’ultima suite da svelare si intitola Sulle Stesse Macerie. È forse il brano emotivamente più intenso dell’album. Nasce dal bisogno di fermarmi ad ascoltare ciò che spesso resta fuori dalle cronache: la vita di chi si ritrova a vivere una guerra senza averla scelta. Ho provato a immaginare il suono di chi continua a cercare un senso tra le rovine, di chi non ha colpe e deve comunque trovare la forza di andare avanti. È un brano che vorrei fosse ascoltato quasi a occhi chiusi, lasciando che la musica suggerisca immagini e sensazioni interiori. Ma dentro quel paesaggio non c’è solo dolore. C’è anche un filo di speranza per chi resta in piedi e continua a credere nel domani.
Alla ricerca del titolo del disco
Una delle domande che ricevo più spesso riguarda il titolo del disco. La verità è che non l’ho ancora trovato. Negli ultimi mesi ho annotato diverse possibilità, alcune anche molto vicine a quello che immagino. Ma nessuna mi ha ancora dato quella sensazione di certezza che arriva quando capisci di aver trovato il nome giusto. L’obiettivo è riuscire a definirlo entro il mese di marzo, anche per iniziare a chiamare questo progetto con un’identità precisa.
I primi featuring del nuovo album
Con marzo inizierà anche una fase molto importante fatta di collaborazioni musicali. Come nel mio precedente album, compongo e sviluppo personalmente tutte le strutture dei brani, ma amo lasciare che altri musicisti possano contaminare e arricchire queste composizioni con la loro sensibilità.
La prima partecipazione che posso annunciare è quella di Derek Sherinian. Tastierista e compositore americano di fama internazionale, è noto per essere stato membro dei Dream Theater, con cui ha suonato nell’album Falling Into Infinity del 1997. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come Alice Cooper, Billy Idol e i Kiss, ed è membro e co-fondatore dei supergruppi progressive metal Planet X e Sons of Apollo. Per questo album ha realizzato il solo di synth ed alcune parti di tastiera nella suite Train, contribuendo con il suo stile inconfondibile a uno dei momenti più intensi della composizione.
Un ritorno è quello di Alex Massari, chitarrista della band Karmamoi, già presente sul brano Velvet #21 nel mio precedente album. Alex lavorerà proprio sulla suite Train, contribuendo sia alle chitarre di accompagnamento sia a diverse sezioni solistiche distribuite all’interno del brano.
Torna anche Daniele Caruso, talentuoso chitarrista progressive metal e membro fondatore degli Enigmatic CHAOS (Dream Theater Tribute Band), che aveva già partecipato al mio precedente album, in particolare sul brano Puzzle. In questo nuovo progetto sta lavorando sulle chitarre di Rocce di Fango, rivedendo alcune parti ritmiche del ritornello e l’assolo finale.
Queste sono solo le prime collaborazioni di questo nuovo lavoro. Nei prossimi mesi svelerò altri musicisti che entreranno a far parte del progetto, arricchendo ulteriormente il suono del concept.
Parallelamente sto iniziando a lavorare anche sulla dimensione visiva del disco. Sono in contatto con un artista che potrebbe occuparsi dell’artwork dell’album, ma preferisco raccontare qualcosa di più su questo incontro nel prossimo capitolo del diario.
Se questo viaggio ti incuriosisce, puoi seguirne l’evoluzione qui sul sito e sui miei canali social. Nei prossimi mesi continuerò a raccontare come questo album prenderà forma: nuove collaborazioni, nuove idee musicali e altri tasselli di questo progetto che sta crescendo passo dopo passo.
Se vuoi restare aggiornato e sostenere il mio lavoro, puoi seguirmi sui miei canali ufficiali:
Instagram → aperrottamusic
YouTube → AndreaPerrotta
Facebook → andreaperrottamusic
Ogni follow è un piccolo segnale di supporto che per me significa davvero molto. 🙏
Un abbraccio
![]()
ANDREA
#prog #rock #progressiverock #progressiveitalian #rockprogressivo #progressive #italianrock #andreaperrotta
Acquista “Irresistibili Distanze” nel formato CD DIGIPACK (Edizione Limitata) su:
Bandcamp
oppure accedi agli STORE DIGITALI:
Apple Itunes
Spotify
Amazon Music
YouTube Music


